Le Mummie di Ferentillo: il "Cimitero Silenzioso" dell'Umbria
Esiste un luogo straordinario nella Valnerina, dove il tempo sembra essersi fermato in modo inquietante e affascinante. Nella cripta della chiesa di Santo Stefano a Precetto, frazione di Ferentillo, riposano 16 corpi mummificati in modo del tutto naturale: una sorta di "Spoon River" umbra dove ogni salma racconta la propria storia silenziosa.
Qui si trova l'avvocato, ucciso in un agguato notturno da chi credeva amico; c'è Severino il gobbo, che secondo la leggenda incontrò il diavolo in persona. E poi il campanaro, caduto dalla torre davanti agli occhi della sua amata; l'ingordo morto di un tumore alla bocca; suor Aurelia che indossa ancora il vestito della festa; Caterina abbracciata al suo neonato; un prete, un frate, un bambino con disabilità e un impiccato.
Una Scoperta Straordinaria
Tutto ebbe inizio nel XVI secolo, quando venne costruita la nuova chiesa di Santo Stefano e la vecchia cripta iniziò ad accogliere le sepolture dei parrocchiani. Nel 1805, quando l'editto napoleonico impose la chiusura dei cimiteri nelle chiese e ordinò le esumazioni, si fece una scoperta sorprendente: i corpi si erano conservati perfettamente grazie a una particolare combinazione di terra, aria e microorganismi presenti nell'ambiente.
In alcuni corpi sono ancora visibili i peli della barba, gli abiti che indossavano e persino le cicatrici delle malattie. Quello che era nato come un semplice cimitero parrocchiale è diventato un museo conosciuto in tutto il mondo, con le mummie che hanno assunto una duplice identità: fenomeni medico-scientifici e attrazioni turistiche.
Le Storie Dietro le Mummie
Particolarmente toccante è la vicenda della coppia di sposi cinesi: A-Tuan e Fiore d'Estate, due ventenni venuti in Italia per il viaggio di nozze. Colpiti dal colera, furono trovati morti all'alba proprio sui gradini della chiesa di Santo Stefano. Purtroppo, circa venticinque anni fa, alla ragazza fu rubata la lunga treccia di capelli e del marito qualcuno trafugò addirittura la testa, ritrovata solo alcuni mesi dopo alla Cascata delle Marmore.
"Oggi a me, domani a te. Io fui quel che tu sei. Tu sarai quel che io sono. Pensa mortal che il tuo fine è questo e pensa pur che ciò sarà ben presto."
Questa iscrizione, posta all'ingresso della cripta dopo che i corpi furono esposti al pubblico, rappresenta un memento mori che invita alla riflessione sulla caducità della vita.
Gli Studi Scientifici
Nel corso dell'Ottocento, secondo quanto riporta Carlo Favetti nel volume Ferentillo segreta (2005), furono condotti numerosi studi sulla conservazione delle mummie. Il primo fu eseguito da Maggiorani nel 1860, seguito da un secondo studio condotto dallo stesso Maggiorani insieme a Moriggia nel 1872. Il terzo fu una memoria di Moriggia presentata all'Accademia dei Lincei il 12 giugno 1887.
Come scrive Maggiorani: "Il luogo è elevato a 30 metri dalla sottoposta pianura, l'aria è fresca e asciutta. I corpi dei sepolti, vestiti e talvolta anche incassati alla profondità di tre piedi, si rinvengono dopo circa un anno mummificati e con tale perfezione da conservarsi interi i lineamenti del volto e potersi determinare l'identità della persona."
Le Leggende
Tra le ombre del vecchio borgo della contea di Precetto, una delle leggende più affascinanti narra dell'avvocato traditore. Una sera, un amico bussò al suo portone avvertendolo che un gregge stava distruggendo il suo oliveto. Mentre si dirigevano verso la strada del convento di Santa Illuminata, dalla grande quercia spuntarono due individui armati di coltellaccio. L'amico, falso e traditore, si unì agli aggressori. L'avvocato, pur colpito a morte, trovò la forza di uccidere il traditore che ora giace con lui per sempre.
Altre storie raccontano del campanaro Giacomo, caduto dalla torre mentre sorrideva ad Agnese la fornaia; di suor Aurelia con il suo vestito da festa; dell'ingordo messere colpito da una maledizione; di Caterina morta di parto insieme al neonato; di Serafino che si impiccò dopo aver perso tutto al gioco; e del gobbo Severino che resistette alla tentazione del diavolo.
Un Patrimonio da Preservare
Oggi le sedici mummie sono conservate in teche di vetro, e le loro storie sono state raccolte e tramandate. Le mummie più antiche risalgono al 1500, le più recenti al XIX secolo. Una di esse non è mai stata estratta dalla cassa per volontà degli eredi, aggiungendo un ulteriore alone di mistero a questo luogo unico.
Il museo delle mummie di Ferentillo rappresenta un esempio straordinario di conservazione naturale, un ponte tra scienza e storia, tra vita e morte, che continua ad affascinare visitatori da tutto il mondo.
Info: www.mummiediferentillo.it